Psicologia clinica

Psicologia clinica

Entrare nello studio di uno psicologo per molte persone rappresenta l’ ultima spiaggia di un percorso esistenziale in crisi profonda e la psicoterapia spesso assume il significato del passaggio salvifico a cui si richiede la soluzione dei problemi insieme a una ricetta buona per tutti gli usi.

Ahimè, lo psicologo non possiede doti taumaturgiche e prodigiose ma solo metodi, strumenti e sensibilità per facilitare un rapporto di empatia tra due o più persone e da lì poter costruire ipotesi, interpretazioni e progetti terapeutico che assumono la funzione di “cura”.

In questo senso lo psicoterapeuta potrebbe essere considerato alla stregua di una guida discreta - non invadente e non presuntuosa -  in un percorso non solitario di scoperta di sé e del proprio modo di stare in relazione con il mondo, un viaggio interiore possibile grazie allo scambio emotivo e cognitivo tra paziente e terapeuta: un percorso scandito da momenti e umori che ne determinano il significato e la direzione, e infine la conclusione e il distacco.

Personalmente ritengo molto importante il primo contatto con il paziente, il momento della conoscenza e della prima condivisione di contenuti e vissuti soggettivi, ricco di reciproche aspettative e proiezioni, un momento determinante per la qualità della relazione terapeuta-paziente.

Aspettative e prime impressioni restano sullo sfondo anche in percorsi terapeutici particolarmente lunghi e complessi e non è raro, nel momento della chiusura del lavoro terapeutico, tornare sulle impressioni iniziali quasi a volerne sottolineare la pregnanza.

Naturalmente ogni progetto terapeutico va proposto e concordato sulla base di una diagnosi e degli obiettivi, e la sua efficacia dipende dalla costruzione di un rapporto  precocemente caratterizzato da fiducia ed empatia.

Mediamente in un paio di incontri riesco a creare il clima più adatto per stabilire, insieme ai pazienti, la direzione da intraprendere offrendo loro una previsione di tempi e, se opportuno, una realistica scala di obiettivi.

Naturalmente gli schemi metodologici del mio intervento sono adattabili ai diversi setting terapeutici (individuale, di coppia e familiare).

 

  • Disturbi psicologici individuali

    Il disagio individuale - Fulvio Carbone - Firenze I sintomi e i problemi che generalmente vengono portati in terapia riguardano i cosiddetti disturbi d’ansia (fobie, attacchi di panico, ansia generalizzata), e quelli dell’umore (aspetti depressivi, stati di generica insoddisfazione e vissuti di forte deprivazione), forme di disadattamento e difficoltà di integrazione, vissuti di inadeguatezza, forme anche mascherate di dipendenza, disturbi della alimentazione, ...
    Generalmente le aspettative riguardo alle risoluzioni dei problemi sono correlate alla tipologia del disturbo.

  • Disagi adolescenziali

    Disagi adolescenziali - Fulvio Carbone - FirenzeCapita con sempre maggiore frequenza di affrontare con ragazzi e ragazze molto giovani argomenti e criticità originate da difficoltà relazionali, da problematiche correlate alla sessualità, da difficili condizioni di vita in famiglia, da incerti percorsi scolastici, da crisi identitarie, dalla collocazione personale all’interno di una dinamica sociale spesso causa di vissuti di emarginazione.

  • Conflitti di coppia

    Conflitti di coppia - Fulvio Carbone - Firenze Le coppie in difficoltà possono trovare in un assetto terapeutico adeguato uno spazio di confronto utile al chiarimento delle rispettive posizioni all’interno di conflitti che altrimenti non troverebbero soluzioni ed elaborazione.
    Può succedere che la “soluzione” si configuri in un processo di ricostruzione di una relazione compromessa - consuetudine e noia, tradimenti, calo del desiderio, presenza di malattie, lutti, … - laddove però il legame sia ancora presente e solido.

  • Gestione delle separazioni

    Gestione delle separazioni - Fulvio Carbone - FirenzeI processi separativi rappresentano momenti di particolare disagio a carico certamente degli adulti che si trovano ad affrontare un fallimento anche personale, ma spesso sono sopratutto i figli a pagare il prezzo di strappi relazionali traumatici.
    Riuscire a contenere i danni di una separazione con il sostegno di un terapeuta in una proposta di gestione mediata del conflitto costituisce indubbiamente una via di uscita meno dolorosa e tutto sommato anche meno costosa di una separazione giudiziale.

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